
sto mettendo le toppe ai jeans. (ooh, interessante) si ricordano tempi non molto migliori, e si nota. mi piacciono troppo, ancora. certo, li potrei sempre buttare, magari per un paio d jeans stretti come aringhe con un bel "rich". Non vi offendete (anzi, offendetevi pure).. 150 euro per una merda d pantaloni STRAPPATI?? A parte che odio il vintage, ma i jeans ve li posso strappare io x molto meno. E il "rich" sul culo è davvero inquietante, se ci pensate un attimo di più.
Lo dico per voi, io nn li uso.
ognuno va da se, e io anche. Poi, sbagliamo e non sbagliamo, andiamo in qualche posto, torniamo, ci mandano di nuovo e senza sapere come ti ritrovi a 40 anni.
Aahahhahahah, spero che nn sarà così, che vita di merda.
perchè entrare per aspettar di uscire?
boh. è che il modello del reietto nn piace molto. (chissà perchè nn bruceremmo le nostre banconote.. sono solo carta,anche più sporca dell'altra.. ma se fossimo gli unici fessi a farlo? il dio denaro nn s butta giù dalla croce, e ti manda su il diluvio se adori l'idolo agnello.. non siamo mica in sardegna!.. ma nn dovrebbe mandarl giù, il diluvio? no, te lo manda su, sulla testa!)
e poi, che te ne frega. nn vivrai abbastanza per cambiare un bel niente. Abbiamo saltato una generazione di clichè, e siamo affondati nel fango: hanno tirato tutto in ballo. e allora? nn saprei. la mia risposta la sto trovando, magari è qui, dietro l'angolo, e io girerò l'angolo sbagliato. merda.
Sputato nel fuoco da
.. e il fumo saliva lento
molto lento
ma alla fine, ti annebbia la vista ugualmente.
Così non distingui più reltà da immaginazione, e quello che si dovrebbe fare è solo un labile confine, che era in vigore in un’epoca lontana.
Nulla è sbagliato, e la legge sei tu.
Troppo bello? Reale.
Non asciugare le lacrime del pagliaccio senz’anima, ti brucerebbero.
Sputato nel fuoco da

E' blasfemia nella forma di santità, riconosco ch'è davvero un'identità costruita. Nei loro occhi, il suo marchio - quando sedurre e ammaliare al primo impatto è naturale, un atto criminale e malefico. E allora, cercalo invano, lui - l'incarnazione della natura magica - lui si rende irriconoscibile anche per un occhio esperto. Lo cerchi ossessivamente senza trovarlo, per questo è diventato colui che annienta con tale impunità. Sembra tuo amico, ma il Santo nasconde molti Satana. Disprezza che tu sappia delle tue debolezze innate: ti chiama in causa con modestia leziosa e fa di te un oggetto di scherno. Credi che sia un paria, escluso dalla sua società ma, nel mezzo di tutta la frenesia, lui è - lì che banchetta con umore transitorio. La passione è un padrone severo, e lui è anche il suo umile schiavo quando, privo del senso comune, cammina sulle acque davanti ai tuoi occhi, fa pagliacci dei re, ammalia l'ospite, rimane in equilibrio sulla palla, è il Maestro del Travestimento. Principe dai mille volti, l'ammaliante, scherzoso sorriso che invita la ragione a cedere, e l'immaginazione prende il suo posto. Imperscrutabile, si, mentre da sfogo alla sua rabbia, da qualche parte fra la notte e il giorno è il Maestro del Travestimento.
|Arcturus|
"No! Non è che una maschera, un ornamento perverso,
questo volto illuminato da un'espressione squisita.
Guarda e vedrai, atrocemente contorta,
la vera testa, e il reale volto,
rovesciato dietro l'ombra del volto ingannatore"
|Baudelaire|

|Bathory|

"Lui è lo psychokiller che è in tutti noi. E' l'assassino con l'ascia, l'abusatore, l'abusato, la vittima. E' il ragazzo che giace morto in mezzo alla strada"
|Windir|

Non fissatemi: non sono un animale, soltanto il figlio di un uomo. Forse una strana cosa per voi: con occhi, orecchie, un cuore ed emozioni, e tuttavia una mente chiara e libera.
Forse sono solo l'ombra che offusca i vostri piani; forse sono solo una burrasca, la cui pioggia placa la sete di qualche seme che matura.
Costruite gli uomini come le macchine e rendetevi conto che marciano al passo, senza riflettere. Tutti pensano di essere differenti, distinti, totalmente liberi e responsabili delle loro vite.
Non mi fissate: guardatevi in profondità. Non sono gli altri i colpevoli di avvelenare il mondo: no, ognuno di noi lotta, combatte, conduce una vita.
E tutte le volte che parlate, l'anima lo fa attraverso le vostre parole? Vi siete mai trovati nel baratro fra cuore e mente? Potete dire "so chi sono"?
La vostra disarmante semplicità nel credere a qualsiasi cosa vi si dica.
Naturalezza ed autonomia ma, per favore, soltanto fra i confini del sistema sociale.
Rendete le persone come macchine e rendetevi conto che, noncuranti marciano al passo e tutti pensano di essere differenti, unici, liberi, responsabili delle loro vite.
Perché l'apparenza? Non vi è già abbastanza egoismo nel mondo? Non vi è abbastanza narcisismo che cela l'odio per se stessi? Non basta che tutti pensino a sé e non comprendano che i muri della solitudine sono quelli dell'egoismo?
Non mi fissate: non sono un animale, soltanto il figlio di un uomo. Forse una strana cosa per voi: con occhi, orecchie, un cuore ed emozioni, e tuttavia una mente chiara e libera.
|Lacrimosa|

|Bathory|

L'ascia, la bottiglia e la corda. Sentire che davvero non c'è più speranza. Il pensiero del grande ignoto, e fronteggiarlo da solo. L'oscurità, il silenzio e il freddo. Sentire di essere arrivato alla fine della mia strada. Si, sono queste le cose con cui passo gli ultimi momenti della mia vita. E attraverso il mio cuore soffia il vento, mi fa tremare un'ultima volta. Mentre mi stendo verso le tenebre, non c'è nessuno.
Perchè doveva essere così difficile per noi vivere le nostre vite? Ancora mi stendo verso le tenebre, disperato. La disperazione e la neve, sentire di star tornando finalmente a casa, la malinconia e la fossa nel suolo così duro e freddo. E attraverso il mio cuore soffia il vento, mi fa tremare un'ultima volta. Mentre mi stendo verso le tenebre, non c'è nessuno.
Il tuo amore per me, il mio amore per te, cose che in qualche modo siamo riusciti a perdere. Ora c'è solo il vento spietato a soffiare dritto dentro: gela il mio cuore, il mio cuore disperato a pensare che entrambi moriremo soli.
|Sentenced|

Wandering through the catacombs of life desperately I plunge into the whirl.
Wandering through the catacombs of life slowly I fall into the whirl of hell.

"Nyarlathotep, il caos strisciante... io, che sono l'ultimo, parlerò al vuoto in ascolto... [...]
Diceva di essere sorto dalle tenebre di ventisette secoli [...] Gli uomini si consigliavano l'un l'altro di andare a vedere Nyarlathotep, e rabbrividivano.
E dove Nyarlathotep andava la pace svaniva, perchè le ore della notte erano lacerate dalle urla degli incubi. [...]
Chi conosce Nyarlathotep, vede cose che gli altri non vedono. [...] E lui ci parlò, e le sue parole non erano suoni, ma visioni. [...]
Se urlai sensibilmente o delirai senza emettere alcun suono, solo gli dei che furono potrebbero dirlo. Io non sono ormai altro che l'ombra di uno spettro, che si contorce in mani che non sono mani e rotea ciecamente oltre le notti dell'incubo di un creato ormai in putrefazione, tra venti d'ossario che sfiorano le pallide stelle e appannano il loro splendore, e in quel rivoltante cimitero dell'universo risuona un rullare soffocato, ossessivo di tamburi, e un flebile, monotono gemito di flauti blasfemi provenienti da cavità tenebrose inconcepibili al di là del tempo. Al suono di quei battiti e fischi odiosi danzano lenti, goffi e assurdi i giganteschi, tenebrosi ultimi dei, quei simulacri di pietra ciechi, muti e immemori la cui anima è Nyarlathotep"
|Lovecraf|
